"Il patrimonio greco, criticamente purificato, è parte integrante della fede cristiana" (Benedetto XVI) "La cultura dell’Europa è nata dall’incontro tra Gerusalemme, Atene e Roma" (Benedetto XVI)
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Il patriarca ecumenico bartolomeo
In occasione del 1700° anniversario
Dalla pubblicazione dell’editto
di milano
(milano, 15 maggio 2013)
Il significato dell’autentica libertà
“Cognoscetis veritatem, et veritas liberabit vos”
(Secundum Ioannem, 8, 32)
E’ per
la nostra Umile Persona una benedizione e motivo di gioia trovarci oggi a Milano
per i festeggiamenti in occasione dei millesettecento anni dalla pubblicazione
dello storico Editto di Milano, che ha rappresentato una tappa
fondamentale nella storia della umanità.
L’Editto
ha costituito anzitutto una svolta importante per la vita del suo autore,
l’imperatore Costantino il Grande, conducendolo verso la fede cristiana e la
vita ispirata dal Vangelo. Ora è tra i Santi ed è protettore e benefattore della
Chiesa. Con l’Editto Costantino ha reso il Cristianesimo una religione libera
nel grande Impero Romano e ha posto le basi del primo stato cristiano.
Ci
rallegriamo, dunque, perché ci troviamo con voi, in questo luogo benedetto dai
martiri, santificato dalla presenza di tanti Santi della Chiesa cristiana
indivisa. Anzitutto il grande Padre Ambrogio, patrono della Chiesa di Milano,
buon pastore di questa città benedetta da Dio, continuatore dei Santi Apostoli
nell’opera dell’evangelizzazione. Ricordiamo poi i Santi martiri Sebastiano,
Nazario, Gervasio, Celso e Protaso che con l’effusione del sangue hanno
suggellato la loro fede in Cristo, la cui pratica poco tempo più tardi
Costantino il Grande renderà libera.
Questi
cinque Santi Martiri, protettori della città di Milano e intercessori verso Dio
per i suoi figli, costituiscono anche per noi modello ed esempio per la loro
totale dedizione fino alla morte al Capo della vita, il Signore dei vivi e dei
morti, il vincitore della morte nostro Signore Gesù Cristo.
(...)
Milano
festeggia i 1700 anni dalla concessione della libertà di religione e la fine
delle disumane e dure persecuzioni causate ai cristiani dai seguaci di religioni
pagane che adoravano l’immagine di Cesare, il sole, la luna, le stelle, le
statue inanimate dei dodici dei demoniaci…
Siamo
venuti dalla città fondata da San Costantino per onorare solennemente l’anno
Costantiniano. L’anniversario dei millesettecento anni dalla pubblicazione dell’Editto
o – come altri lo definiscono – del Dogma di Milano costituisce un’occasione
unica per il nostro tempo, nel quale spesso si assiste alla violazione degli
elementari diritti umani, per spiegare questa fondamentale eredità di Costantino
il Grande, grazie alla quale fu realizzata per la prima volta la fecondazione
della legislazione romana con il pensiero cristiano e, inoltre, è stata
raggiunta una conquista decisiva per il futuro della umanità: il concetto della
libertà religiosa.
La
decisione di Milano ha posto in condizione di parità legale il Cristianesimo,
fino ad allora perseguitato, concedendogli libertà religiosa istituzionalmente
registrata. In tal modo fu aperta la via per fondare il primo e unico stato
cristiano dell’ecumene, portando benefici culturali e contribuendo
all’evangelizzazione del Continente Europeo.
I. Libertà spirituale – la deformazione del suo senso nel mondo moderno
Generalmente si considera la libertà un concetto astratto, specialmente nella
comunità intellettuale, politica, accademica e culturale senza che se ne
evidenzi la profondità del suo mistero.
Scrive
il Santo Crisostomo: “Libertà è la mancanza di arroganza e vanità” (Commento
della Lettera agli Ebrei, XXVIII, P.G. 63,200). “Questo precisamente è
libertà, quando anche nella schiavitù brilla, nella schiavitù la libertà si
dona” (San Giovanni Crisostomo, Commento
alla Iª Lettera ai Corinzi, XIX, P.G. 61,157).
Come
del resto ha vissuto e testimoniato con la vita, durante questi 17 secoli, il
Patriarcato Ecumenico: costretto alla schiavitù secondo il mondo, ma libero,
indomito, non soggiogato nel pensiero e nello spirito.
L’assoluta libertà che ci ha concesso il nostro Signore Gesù - dono rinnovato
nella pratica da Costantino il Grande, con la firma 17 secoli fa qui a Milano
insieme al suo collega imperatore Licinio della legge sulla tolleranza religiosa
- costituisce un sommo bene spirituale e un inafferrabile regalo di Dio. Il
primo uomo, Adamo, fu plasmato da Dio a Sua immagine e somiglianza. Dio ha
donato alla Sua creatura il Suo più prezioso dono: essere padroni di sé stessi,
cioè della libera volontà e della possibilità di scegliere di appartenerGli o di
negarLo.
Dio
può realizzare tutto, ma non desidera costringere l’uomo ad amarLo. Soprattutto
rispetta la libertà dell’uomo. “Dio è amore” (I Gv 4,16), è libero amore verso
l’uomo e cerca il libero amore della Sua creatura. E Dio nessuno l’ha visto mai,
perché anche l’amore non viene visto con l’occhio nudo, né si manifesta con
complimenti, conviti e feste, ma viene vissuto nel cuore, si manifesta nella
verità con il sacrificio e la croce di chi ama a beneficio della persona amata.
Tramite il Dio-Uomo Cristo e la Sua opera salvifica, Dio ha voluto convincere e
non violentare; chiamare e non cacciare; amare e non giudicare; liberare e non
schiavizzare.
Questa
libertà occupa, allora, un posto centrale nella vita dell’uomo che desidera
avvicinare Dio. Durante l’esercizio della Sua opera salvifica nel mondo, il
Verbo di Dio incarnato afferma: “A quei Giudei che avevano creduto in lui: «Se
rimanete fedeli alla mia parola, sarete davvero miei discepoli; conoscerete la
verità e la verità vi farà liberi» (Gv 8, 31-32).
Questa
libertà è un profondo, eterno, incomprensibile mistero. Non può facilmente
essere determinata o compresa in un concetto.
Durante la nostra epoca, principalmente nei secoli XIX e XX, molti discorsi sono
stati fatti sulla libertà e tante guerre combattute per la cosiddetta libertà
dei popoli.
Questa
libertà, essendo spesso separata dal suo Datore primo, il datore di ogni dono,
Dio, viene isolata, divinizzata, acquista un carattere antropocentrico, diventa
onnipotente, causando - fenomeno non raro nella storia della umanità – grandi
crimini nel nome di questa libertà onnipotente e antropocentrica.
Occorre distinguere la vera libertà della quale parla il Vangelo, e che
Costantino il Grande ha realizzato, dalle altre forme di libertà che non
costituiscono il bene supremo donato da Dio all’uomo, ma che sono una debole
imitazione, o deviano in falsificazioni della vera libertà.
Una
libertà ingannevole è ad esempio la libertà carnale che soddisfa i desideri
inferiori dell’uomo e le sue esigenze individuali, e gli impedisce di condurlo a
Dio, degradandolo ad un livello di esistenza inferiore, istintiva e bestiale,
per la quale non fu plasmato da Dio.
Purtroppo oggi la libertà è ridotta a uno dei beni più “maltrattati”
nell’umanità, soggetta continuamente all’arbitrio e alle ideologie umane. Gli
uomini, soprattutto chi si sente “superiore”, credono di essere liberi quando
possono indiscriminatamente soddisfare i propri desideri, compiendo ciò che
vogliono quando vogliono, senza limiti, decidendo e operando, commettendo
ingiustizie nel silenzio di coloro che gli stanno attorno, ammazzando e venendo
applauditi: tutto e sempre nel nome della libertà.
Oggi,
oltre alla crisi economica mondiale e ogni altra crisi, viviamo anche la crisi
della libertà.
Tutti
si tormentano sulla terra, tutti protestano, desiderano e cercano la libertà,
alcune volte versano anche il proprio sangue per questo, ma pochi sono coloro
che la trovano e l’acquisiscono; pochi sono quelli che conoscono il contenuto
della vera libertà e dove essa si trovi.
(...)
III. L’esempio e la parola di un Santo della Chiesa Ortodossa
Dopo
quasi 1900 anni dall’incarnazione di Cristo nel mondo, un asceta del Santo Monte
Athos, San Silvano, fornisce la misura e la definizione della vera libertà: “La
vera libertà è la continua permanenza in Dio” (Archim. Sofronio,
L’Anziano Silvano di Athos
(1866-1938), Tessalonica, p. 64).
Quanto
più ci allontaniamo da Dio, tanto più diventiamo schiavi delle passioni, delle
idee, dei desideri, dei possedimenti, del denaro: così ritorniamo all’idolatria,
ad un neo-paganesimo, al “rispetto della immagine di ogni Nabucodonosor”. E ciò
nonostante il progresso, i voli nello spazio, i “miracoli” della scienza e della
tecnologia e le conquiste “incredibili”.
A
questa libertà giunse anche Costantino Il Grande e grazie a questa libertà fu
liberato dal culto dell’idolo di se stesso, dell’idolo dell’imperatore, che fino
ad allora si adorava come Dio, sottomettendosi invece umilmente alla Volontà
dell’umile e mansueto Gesù, di Cui divenne servitore e discepolo. Di questa vera
libertà erano possessori anche tutti i Santi, i Martiri, i Beati e i Giusti
della nostra Chiesa, come Ambrogio di Milano e tutta la lunga catena dei Santi
fino ai nostri giorni.
Lo
Ieromonaco Sofronio riporta il contenuto di una conversazione dell’asceta
atonita San Silvano con uno studente che visitò il Sacro Athos e parlò a lungo
della libertà. Silvano, venerato oggi come Santo, rispondendogli così si
espresse: “Chi non vuole la libertà? Tutti la vogliono, ma devi sapere dove sta
e come puoi trovarla. Per diventare libero devi vincolare se stesso. Quanto più
vincoli te stesso, tanto più grande libertà avrà il tuo spirito. Devi incatenare
le tue passioni dentro di te per non farti dominare; devi incatenare te stesso
per non fare il male al tuo prossimo.
Di
solito gli uomini cercano la libertà per fare “ciò che vogliono”. Però questo
non è libertà, ma non-libertà, dominio del peccato sopra di noi. Noi crediamo
che la vera libertà consista nel non peccare, nell’amare il Signore e il tuo
prossimo con tutto il tuo cuore e tutta la tua forza” (Archim. Sofronio, come
sopra, pp. 63-64).
(...)
VI. La libertà come espressione di civiltà e vita e linea direttiva
della storia
Con
questi presupposti di reale libertà non sussistono motivi religiosi per un
violento scontro tra le culture e i principi di Cristianesimo e Islamismo. La
recente e nota teoria dell’inevitabile scontro violento tra queste civiltà non
trova fondamento su veri motivi religiosi. Se le aspirazioni delle nazioni o
fattori geopolitici conducono a conflitti tra popoli musulmani e cristiani, se
le religioni si mettono al servizio dei politici per rafforzare l’idea della
diversità, dell’ostilità di un popolo verso un altro, ciò non ha alcuna
relazione con la vera natura della libertà.
Del
resto le guerre e tutti gli atti di inimicizia tra gli appartenenti alla
medesima religione e alle sue variazioni, come gli Ortodossi di Serbia e i
Romano-Cattolici di Croazia, i sunniti e sciiti musulmani, testimoniano che le
cause reali di questi conflitti non sono le divergenze sul concetto della
libertà, ma rivendicazioni riferibili ad altre questioni pratiche. Ciò diventa
ancor più evidente nei casi di conflitto tra popoli che appartengono
precisamente alla medesima fede religiosa, fenomeno che spesso si manifesta
nella storia fino ai nostri giorni.
Il
modo fondamentale per appianare ogni differenza etnica, economica, ideologica e
di altra natura è lo sviluppo di dialoghi seri e in buona fede tra le parti,
vivendo il dono divino della libertà quotidianamente e con coerenza in ogni
ambito. E ciò vale specialmente per i capi religiosi. Altrimenti Dio permetterà
catastrofi, distruzioni e insuccessi nelle nostre opere a causa del cattivo uso
del dono della libertà e dell’amore.
(...)
VII. Il libero spirito greco antico
I
greci antichi si sono distinti per la loro capacità di ricevere dal prossimo
conoscenze e idee e di valorizzarle senza il timore di degradazione o disprezzo.
L’altissimo sviluppo dello spirito greco antico durante l’epoca classica si deve
anche a questo incrocio voluto tra le loro idee e quelle di altri popoli e
civiltà, fondendo con discernimento ammirabile in un nuova sintesi tutto il bene
incontrato fuori dall’Ellenismo.
Questa
libertà di spirito si trova alla base di ogni progresso spirituale. Noi crediamo
che dove esiste lo Spirito di Dio lì stia la libertà. Il pericolo che soffre la
libertà spirituale è di non considerare i beni che essa offre. Purtroppo, come
abbiamo già detto, in molti costruiscono un castello spirituale e ideologico
dentro il quale si chiudono per assicurare la propria integrità spirituale.
Malgrado questo sforzo, comprenderanno con il tempo che quanto più si cautelano
contro l’ingresso nello spirito di nuove idee, tanto più “angosciosa”
diventerà la loro vita, perché l’infiltrazione delle idee è talmente forte che
nessun ostacolo ne può impedire l’ingresso nei cuori degli uomini.
Occorre chiarire che l’approfondimento nella verità della libertà non ha come
conseguenza obbligata il cambio di religione, come viene sostenuto oggi da
molti. E’ possibile che in alcuni casi capiti, e il diritto di ognuno di
cambiare fede deve essere rispettato. Ma parlando di approfondimento noi
intendiamo il miglioramento del modo di pensare e di comprendere, quindi la più
chiara conoscenza della verità nella libertà.
Nella
lingua ecclesiastica greca usiamo la parola “metanoia”, che esattamente
significa cambio della mente, della mentalità, operazione necessaria, secondo i
Padri della Chiesa, vicina al pentimento. “Nel pentimento sincerità, nel
pentimento libertà”, dice San Giovanni Crisostomo (Sul
Pentimento, VIII, P.G. 49, 338).
In
questo cambio di mentalità contribuisce molto la conoscenza e l’aspirazione
della vera libertà: speriamo che tramite l’anniversario che stiamo festeggiando
raggiungeremo un migliore approfondimento almeno di quelle verità che facilitano
la pacifica convivenza degli uomini. Perché le differenze tra gli uomini sono
minori della differenza del giorno dalla notte, in ogni caso.
VIII. Il vissuto della vera libertà tra Cristiani e Musulmani
Di
particolare attenzione necessita lo sviluppo dei temi che si riferiscono alla
situazione dei cristiani nei paesi musulmani e dei musulmani in quelli
cristiani. La situazione dei cristiani in alcuni paesi musulmani ha bisogno di
importanti miglioramenti per consentire libertà e possibilità analoghe a quelle
che i musulmani godono nei paesi cristiani.
C’è
bisogno di procedere verso questa direzione abbandonando le angosciose ferite
del passato. La storia ha registrato comportamenti di popoli e governi cristiani
non compatibili con il Vangelo, come anche di comportamenti di popoli e governi
islamici non in accordo con il Corano. E’ tempo di fare come dice il Signore. Di
convergere tutti verso ciò che comanda per tutti la volontà di Dio. Chi ha
grazia nel cuore sperimenta che Dio misericordioso e pietoso non si compiace
delle stragi ma della pace, altissimo bene e dono divino. Cristiani e musulmani
gioiscono reciprocamente della parola di pace che si identifica con la libertà.
IX. Il comportamento della Chiesa Ortodossa di fronte alla cura per la
libertà e i diritti dell’uomo.
Certamente tutto detto quanto fin qui non sottovaluta le conquiste e i progressi
delle società umane riguardo alle libertà e ai diritti dell’uomo. Queste
conquiste hanno come inizio l’Editto pubblicato 1700 anni fa in questa
storica Città. Perciò avete e abbiamo diritto di esaltare l’atto e le
conseguenze scaturite dall’Editto.
La
preoccupazione che l’uomo sia sostenuto di fronte a ogni ingiusta oppressione e
privazione della sua libertà – espressa anche dopo la Rivoluzione Francese con
la “Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo” – per il Cristianesimo non è nuova cosa
ma è contenuta nell’insegnamento divino-umano sulla terra, di duemila anni fa,
di Cristo e dei suoi Santi Apostoli (nei Sacri Vangeli e negli scritti dei Padri
Teofori).
E
questa preoccupazione non può che avere l’approvazione della Chiesa.
(...)
Facciamo quindi appello a tutti affinché prevalga la pace e la sicurezza tanto
nel Medio Oriente - dove il Cristianesimo tiene i suoi più venerabili e antichi
santuari e dove la tradizione cristiana è tanto profonda e collegata con la vita
del popolo - quanto in tutto il mondo, dove viene calpestata la libertà della
fede in Cristo con il pretesto del terrorismo, delle guerre, delle oppressioni
economiche e in molti altri modi. Situazioni che si correggono solo con
personali autocritiche, con la Grazia dello Spirito Santo. Tutto questo
condanniamo, proclamando la libertà in Cristo. La libertà è per il cristiano
modo di vita. La più elevata libertà è la purezza della nostra mente e perfetta
libertà è la purezza del cuore. Questa è la libertà di Dio che ha le sue radici,
la sua pienezza e la sua perfezione nella libertà dell’uomo. La libertà
dell’uomo è la libertà di Dio.
L’Editto
di Milano costituisce un momento culminante nella vita dell’umanità e per il
nostro travagliato mondo è speranza per un domani migliore. Ed è al tempo stesso
un suggerimento affinché il mondo comprenda che può raggiungere la sua reale
libertà soltanto in Cristo. Testimonia San Giovanni Crisostomo, Lui che ha
servito nella libertà: “Chi non cerca la gloria, già da ora riceve il premio; di
nessuno è servo, ma libero nella vera libertà” (A Giovanni, 73, P.G. 59, 349).
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